Mesi dopo, leggendo I quaderni di Malte Laurids Brigge di Rainer Maria Rilke (“romanzo” privo di qualsivoglia trama pubblicato nel 1910) trovo questo passo:
Il coperchio di un barattolo – di un barattolo sano, il cui bordo s’incurva in maniera non diversa dal coperchio stesso – non dovrebbe desiderare altro che trovarsi sul proprio barattolo; dovrebbe essere, questo, il massimo che esso sia in grado di immaginare; una soddisfazione impossibile da superare, la realizzazione di tutti i suoi desideri.
Morale della favola: per quanto bislacche possano essere le tue idee, qualcuno c’era già arrivato prima.
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Ieri pomeriggio scendo a ritirare un paio di lenzuola dal tristissimo locale lavanderia (una stanzetta grigia nel seminterrato i cui utenti si direbbero per la maggior parte all'oscuro dell'esistenza delle mollette per i panni) e una T-Shirt nera appesa accanto al mio copripiumone mi invita a unirmi a una non meglio definita campagna "against the use of Christianity". A parte il fatto che non presto orecchio alla propaganda fatta da un capo di biancheria steso ad asciugare, che vorrà mai dire "the use of Christianity"?
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È iniziata la quarta serie di The Venture Bros. Yuppi.
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E la terza di Metalocalypse. Scream-activated lighting!
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Sull'autobus, a Klagenfurt, la gente chiede il permesso prima di sedersi accanto a te. Per me è un'esperienza inedita.
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Non sono ancora riuscita ad ascoltare neanche tutto L'oro del Reno e non credo che arriverò mai alla fine dell'Anello del Nibelungo, però ho letto tutti i libretti per sapere cosa succede. Ecco, io pensavo che l'oro del Reno fosse un tesoro di dimensioni ragguardevoli, invece il Nibelungo Alberich lo usa per forgiare l'Unico Anell... sì, insomma, l'anello, e non ne avanza neanche un po'. Tutte queste storie per una monetina?
Ma soprattutto: queste divinità germaniche sono un po'... come dire... fesse. Mi spiego: gli dei mangiano ogni giorno una mela del frutteto di Freia, dea della fertilità, che garantisce loro l'eterna giovinezza - la proverbiale mela al giorno che toglie il medico di torno; in questo caso, pure il becchino. Un bel giorno il dio Wotan incarica due giganti di costruirgli una fortezza (il Walhall, dove i guerrieri caduti in battaglia andranno a gozzovigliare per l'eternità) e come pagamento per materiali e manodopera promette loro Freia. Terminati i lavori, i giganti esigono di essere pagati. Wotan cerca di cavarsela dicendo che, suvvia, lui scherzava (!). I giganti non stanno allo scherzo e si portano via Freia. Immediatamente gli alberi dell'eterna giovinezza iniziano a morire e gli dei ad avvizzire. E se ne stanno lì come pere cotte a contemplare il proprio decadimento fisico finché Loge (ossia Loki, quello con i figli pittoreschi, che nella mitologia scandinava non si sa mai bene da che parte stia) alza il ditino e dice: Gente, ve la ricordate la faccenda che "una mela al giorno..."?
È da qui che iniziano, per utilizzare un termine tecnico, i casini. Bastava stare un po' più attenti, deh.
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Su Amazon è possibile pre-ordinare A Dance with Dragons. Il libro esce a fine settembre 2010. Per chi non ama fare le cose all'ultimo momento.