Postato da lariflessivaSì, sì, io li guardo ancora, i cartoni animati.
E perché no?
Tra un personaggio di fiction in carne e ossa e uno disegnato non c'è necessariamente tutta questa differenza. A parte il fatto che solo un disegno può permettersi di sfoggiare certe pettinature con disinvoltura.
E poi ormai lo sanno anche i muri che mica tutti i cartoni animati sono roba per bambini.
Immaginate uno di quegli scienziati geniali da fumetto, con il laboratorio pieno di aggeggi fantascientifici e una collezione di nemici dai costumi pittoreschi che vogliono farlo fuori o scippargli l'Ultima Invenzione (ce n'è sempre una, ed è sempre rivoluzionaria) o tutt'e due.
Immaginate che costui si porti dietro il figlio bimbetto, il quale viene su rischiando la vita un giorno sì e l'altro pure per diciotto anni o giù di lì.
Immaginate che il figlio, diventato adulto, abbia perso tutti i capelli, soffra di allucinazioni, s'impasticchi di sostanze non identificate e faccia una gran fatica a liberarsi dall'ingombrante ricordo dell'ormai defunto paparino. Nel frattempo ha avuto due figli (da madre ignota) e ha ereditato, insieme allo status di super-scientist del papà, anche la tendenza a essere preso di mira dai "supercattivi". Lo difende la sua fidatissima guardia del corpo, un armadio d'uomo di nome Brock (Brock?!) con faccia di bronzo e licenza di uccidere. Il tipo di persona che non solo ti dice "Ucciderei per una sigaretta", ma in effetti lo fa.
Queste le premesse di The Venture Bros., una serie genialmente demenziale che ho scoperto per puro caso (grazie, internet) e che già adoro.
Il dr. Venture ("Rusty" per chi lo conosceva quando aveva ancora i capelli) è un concentrato di cinismo e sfiga, i suoi figli sono due ragazzini pieni di spirito d'avventura ma piuttosto tonti.
Un'ala di casa Venture è affittata al dr. Orpheus, un necromancer dallo sguardo spiritato che sembra un po' la parodia vivente di Vincent Price.
Fra gli amici di famiglia, un albino che gira con un vezzoso ombrellino parasole e un ex-bambino prodigio idrocefalo.
L'imbattibile (all'incirca) Team Venture
Lo status - per quanto ereditario - di genio dà al dr. Venture il diritto a un nemico giurato, assegnatogli da un'organizzazione capeggiata da David Bowie (!) che coordina, per così dire, il crimine da cartoon, quello in cui i cattivi si danno pseudonimi altisonanti e i vestono i loro scagnozzi con improbabili uniformi "a tema".
Il nemico del dr. Venture ha adottato il terrificante e minacciosissimo tema della farfalla monarca (paura, eh?) sicché si fa chiamare The Monarch e gira con un paio di ali arancioni sulla schiena e un cappuccio nero con sopra la corona, come la versione Disney della matrigna di Biancaneve. Di suo ha le sopracciglia più lunghe d'America, che si arricciano in su o in giù a seconda dell'espressione (vederle in azione è un'esperienza mistica, giuro), e nutre un odio viscerale nei confronti del dr. Venture, ma non ha mai spiegato a nessuno perché. La sua fidanzata, nonché assistente, si fa chiamare dr. Girlfriend (wow), somiglia a Jacqueline Kennedy e sulla sua identità sessuale girano più voci che su quella di Maria de Filippi, perché ha un vocione da uomo che anche con anni di tabagismo accanito mica si spiega.
Anche i "super-villains" festeggiano il Natale,
che credete?
Aggiungo che il povero "Rusty" si è portato nella pancia per quarantatré anni il fratello gemello assorbito nell'utero, che un bel giorno gli viene asportato (i medici lo scambiano per un tumore, ma, sorpresa!, dopo l'intervento il tumore scappa) e si rivela essere un nanerottolo con un capoccione da adulto completo di barba che inizialmente tenta di ammazzare il fratello, ma poi fanno pace.
Tra i personaggi secondari più esilaranti ci sono un ex-agente dei servizi segreti che dopo aver cambiato sesso si è riciclato come ballerina di lap-dance (benché in efffetti abbia ancora la barba) e il lugubre dr. Killinger, una sorta di deus ex machina con le pantofole a forma di teschio che scende dal cielo con l'ombrello come Mary Poppins, portando con sé una borsa altrettanto magica ma leggermente più letale.
Ridendo e scherzando, tra battute acide e assoluto sprezzo di ogni verosimiglianza, siamo già alla terza serie. Che però sta per finire, lasciando in sospeso diversi interessanti quesiti.
"Vedevàtelooo..."
"I am Killinger. Dr. Henry Killinger.
Und this is my magic murder bag."
Oh, è nato un amore.
Postato alle 13:14 del giovedì, 21 agosto 2008
Postato da lariflessivaChiavi del sapere, oh, mistiche chiavi, dischiudetemi le porte della conoscenza.
sai a cosa serve lo scopino per il cesso - ebbene sì, lo so. Lo uso pure, quando ce n'è bisogno. Il che non è così scontato.
fraulein bisogno disgrazie altrui - qui c'è dietro tutta una storia che sarei curiosa di conoscere.
io emo - tu poser. Giovani d'oggi, novelli Tarzan che hanno disimparato i verbi.
negramaro ascoltando al contrario - non fa già abbastanza male ascoltarli per dritto, che bisogno c'è di subirli anche a rovescio? Oppure s'è diffusa su Internet la leggenda metropolitana che L'immenso ascoltata al contrario rivela il nascondiglio della Pietra Filosofale?
attualmente su che canale danno carletto il principe dei mostri - a saperlo, caro. A saperlo.
video porno sporchissimi gratis - siate più precisi, però. Così è troppo generico. Specificate, altrimenti Google vi sputa fuori 1.234.567.890 risultati a caso, fra cui anche questo blog, che non c'entra una mazza. (No, era un modo di dire, se volete vederne, di mazze, andate altrove. Sciò.)
luna lovegood come è in realtà - è una seppia gigante con i tentacoli rivestiti di gelatina al limone. Io lo so.
sopracciglia, sopracciglia maschio, sopracciglia cattivo - le sue?

The Mmmmighty Monarch, da "The Venture Bros."
È maschio, cattivo (o almeno ci prova) e ha delle
sopracciglia indimenticabili, che volete di più?
Postato alle 20:35 del venerdì, 15 agosto 2008
Postato da lariflessivaCi facciamo del male con un po' di letture estive cupe e sanguinolente, dalle nuances apocalittiche?
Sì-ì?
Ecco a voi la Trilogia di Magdeburg di Alan D. Altieri, ambientata durante la Guerra dei Trent'anni e lugubre come la discografia di una band di doom metal
Volume numero uno: L'eretico.
Incipit:
"Emerse dalle tenebre.
Memento e incubo."
Volume numero due: La furia.
Incipit:
"Emerse dal vento.
Enigma ed eresia."
Ehm... il numero tre non l'ho ancora letto. Neanche sfogliato. Neanche comprato, a dire il vero.
Posso ipotizzare un incipit: "Emerse dalle acque. Brivido e starnuto."
(Ma quanto sarò spiritosa.)
L'emergente è un tizio di cui nessuno pare conoscere la vera identità, ma io l'ho capito più o meno a pagina quarantacinque che è Chuck Norris. Travestito da ninja. Il sospetto trova conferma andando avanti nella lettura. Il tipo fa fuori da solo qualunque gruppo di avversari il cui numero di componenti va da uno a infinito. Percorre la Germania seicentesca devastata da una guerra nella quale cattolici e luterani, dopo essersele date di santa ragione durante il Cinquecento, hanno deciso di ricominciare per paura di perdere l'allenamento. E ci si stanno impegnando proprio di brutto, con le compagnie di mercenari che, tra una battaglia e l'altra, saccheggiano villaggi e città, si ubriacano e stuprano manca poco pure i buchi nei muri.
L'unica oasi nel caos generale è rappresentata dai possedimenti di tale Principe Reinhardt von Dekken, il cui esercito personale tiene a bada gli intrusi e impedisce alla guerra di penetrare nella sua valle felice. Costui è un individuo odioso come pochi, al quale piace blaterare di dogma e dottrina e Vera Fede, ma che fondamentalmente è un sadico che si eccita alla vista del massacro. Il suo sarcasmo sempre fuori luogo ti fa augurare che Chuck-ninja gli sferri al più presto due calci nei denti, ma questo finora, ahimè, non si è verificato.
A dire il vero, in circa milleduecento pagine tra prima e seconda puntata, non è che si sia verificato molto. Abbiamo questo signorino teutonico che s'è messo in testa di diventare imperatore del Sacro Romano Impero. Hai detto niente. Nel frattempo, a Roma, un Cardinale Colonna ha un'udienza con il papa che sembra protrarsi per un mese - perché è spezzata in non so più quanti capitoli, inframmezzati da altri capitoli nei quali Chuck-ninja si scapicolla su e giù per la Turingia e stermina orde di mercenari laidi e zozzi al servizio di un Granduca altrettanto laido e zozzo.
Ne frattempo in un monastero am Arsch der Welt la madre badessa è alle prese con una sorta ratto gigante. Non ho neanche troppo ben capito la funzione di questo episodio nell'economia del racconto, ma l'idea di una badessa che fa fuori un ratto gigante con un pezzo di crocifisso ha un suo fascino.
Menzioni speciali:
- I comandanti militari del Principe von Dekken, che sono un italiano, un tedesco e un inglese, come nelle barzellette.
- La valente e multietnica Falange di Arnhem (i mercenari laidi e zozzi di cui sopra), che credo abbia rubato l'idea per il suo vessillo ai Mangiamorte.
- La soldatessa stupratrice. (No, dico, che tocca vede'.)
- I corvi più rompiballe della storia. Si limitassero a gracchiare, macché, questi "urlano". In continuazione.
- Una morbosa passione dell'autore per l'aggettivo "scaleno". Nel senso di "irregolare".
- Un bacio slash al posto del tanto sospirato calcio nei denti. (Non vale!)
- L'arcivescovo Nauhaus, detentore del titolo di Prete Più Picchiato Nella Storia Della Letteratura. Giuro. Che sia Chuck-ninja, von Dekken o il mercenario laido e zozzo di turno, ogni tre pagine qualcuno pesta Monsignor Nauhaus. Non mi meraviglia che il pover'uomo stia iniziando a svalvolare. A pensarci bene è un po' il don Abbondio della situazione. Se Manzoni fosse stato meno perbenista i bravi ci avrebbero dato dentro di randello su quel ramo del lago di Como, onde ribadire che questo matrimonio non s'ha da fare, né domani né mai.
Il ruolo di Magdeburg nei primi due libri è stato piuttosto limitato, ma la fine che è storicamente toccata alla città durante la Guerra dei Trent'anni (città luterana, venne data alle fiamme dalle truppe imperiali nel 1631, episodio simpaticamente battezzato "Le nozze di Magdeburg") già mi fa temere pagine e pagine di gente urlante, devastazione, sterminio e visceri in libera uscita.
Insomma... magari fra qualche tempo, eh.
A proposito, a Magdeburg un edificio "scaleno" c'è davvero, eccolo qua:
Postato alle 22:49 del martedì, 12 agosto 2008
Postato da lariflessivaAl telefono con un'amica che si è giusto installata µTorrent sul piccì.
IO: Per vedere se funge magari non cercare subito robe tipo il secondo film di Pupi Avati, prova qualcosa che si scaricano in molti, boh, prova un film di Harry Potter...
AMICA (digita diligente "Harry Potter" nel motore di ricerca di Mininova): Uhm... tre pagine di risultati... Audiobooks... Order of the Phoenix... la versione in francese... Ehi, cos'è Harry Potter und der geheime Pornokeller? Che cos'è un Pornokeller?!
IO: Un Keller è una cantina. Sarebbe Harry Potter e la pornocantina segreta.
L'amica si strozza dal ridere. Segue disquisizione filologico-letteraria.
IO: Oppure sarà il porno-sotterraneo. Hai presente, no, dove fanno lezione di Pozioni. Sì, dai, "cantina" è troppo plebeo, e poi Snape è il sex-symbol di Hogwarts...
(Nonostante il naso a becco. E i capelli bisunti. E il senso dell'umorismo di una tignosa verdognola. Ma ciò è al momento irrilevante.)
Miei cari blogger che vi pascete delle delizie del Peer to Peer, doveste mai, un giorno, imbattervi in un porno tedesco in cui la classe di Snape si abbandona a orge nei sotterranei di Hogwarts...
... boh, insomma, io vi avevo avvertiti.
Postato alle 16:30 del sabato, 09 agosto 2008
Postato da lariflessivaStavo giusto pensando che i Tokio Hotel, nelle mani giuste, potrebbero rivelarsi un ottimo strumento per rinfocolare un po' l'interesse dei ggiovani nei confronti del tedesco, che ultimamente è andato scemando.
(Übrigens, qualcuno dei commentatori su Youtube già rimpiange di non aver scelto tedesco invece di spagnolo, che altrimenti si sarebbe fatto almeno un'idea di cosa gorgheggia Bill il Cotonato, e invece no.)
Poi, si sa, da cosa nasce cosa e magari, col tempo si passa a roba più, come dire, di spessore (Ute Lemper e quelle errrrre impossibili! Anche se direi che la vera chicca, su YouTbe, è la versione cantata dallo stesso Brecht)
Adorrrabile.
Postato alle 17:50 del giovedì, 07 agosto 2008